Trance

Come si raggiunge uno stato di trance e a cosa può servire?

La trance è lo stato in cui l’attenzione è dedicata ad una o poche cose a favore delle quali le percezioni sensoriali utilizzano la loro virtualità.

La trance agonistica, ad esempio, consente all’atleta di  concentrarsi al meglio sull’obiettivo da raggiungere, riconoscere la propria abilità, percepire e dosare l’energia, comporre e cavalcare il proprio ritmo per puntare all’esecuzione perfetta della prestazione.

Gli stessi principi possono essere applicati a qualsiasi tipo di prestazione, che sia di studio, ludica o professionale. L’abitudine alla trance infatti produce un’alterazione dell’irrorazione sanguigna in alcune aree cerebrali implicate nell’attenzione, nell’emozione e in alcune funzioni vegetative. L’immaginazione diventa più chiara, dettagliata e concreta, lo stato di concentrazione più profondo.

La trance della quale qui si parla è uno stato di ricerca consapevole, un’esperienza mentale, ossia un’elaborazione di ciò che attraverso i sensi possiamo percepire, ed è necessario quindi tenere presente che ognuno percepisce ed elabora in modo del tutto personalizzato.

Il primo passo verso la trance è la limitazione del campo di consapevolezza, che si ottiene attraverso la focalizzazione.

Da qui il percorso si sviluppa attraverso la dissociazione tra la parte che rimane in ascolto di un’eventuale guida esterna, consapevole di essere in un determinato luogo e momento, e un’altra parte di sé che si sposta nel tempo e nello spazio.

E’ l’inizio di un viaggio all’interno di sé che può svilupparsi in infiniti approfondimenti. Sullo sfondo la realtà fisica, rappresentata dallo spazio nel quale mi trovo, ed un personale osservatore interno pronto ad intervenire in caso di disagio attraverso la critica.

Intendo, per critica, la facoltà intellettuale di esaminare e valutare, distinguere il vero dal falso, esprimere giudizi su idee  o fatti proposti.

Farsi guidare in trance da qualcuno implica questa attività, necessaria affinché l’esperienza vissuta possa essere positivamente significativa.

Colui che guida dovrà rispettare il mondo dell’altro in modalità incondizionata e, dovendo muoversi in un terreno sconosciuto, esprimersi in maniera abilmente vaga che sappia stimolare l’immaginazione individuale ed assecondare le reazioni provocate.

Nella condizione di trance il cervello elabora dati ad una velocità sensibilmente superiore rispetto all’ordinario stato di veglia, la capacità di comprensione si amplifica e si arricchisce.

Entra in scena la metafora, che agisce libera dai vincoli imposti dalla precisione della parola e si esprime in modo ampio e possibilista.

 

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