IPNOSI COSTRUTTIVISTA

Il principio etico sul quale si sviluppa questa particolare applicazione dell’ipnosi si collega alla filosofia costruttivista, secondo la quale la conoscenza è sempre l’esito di una costruzione che nasce da dentro, frutto dell’esperienza e del pensiero, dell’attività cognitiva, la quale è quasi sempre determinata da fini personali.

Per vedere occorre conoscere e credere, per questo ogni ricerca ed esperimento saranno condizionati dal risultato che si vuole ottenere.

La meccanica quantistica ha introdotto la figura dell’osservatore-partecipante che nel mondo microscopico, attraverso il solo atto di osservare, determina lo sviluppo della realtà. Sul ruolo dell’osservatore la biologia pose le basi del costruttivismo, nato dall’intenzione di conoscere la conoscenza, consapevole del limite che l’uomo ha di vedere se stesso e riconoscere la propria non conoscenza.

Dunque io sono l’osservatore, osservo l’osservato (me stesso) e vedo ciò che so, riconosco quel che conosco, lo interpreto e spiego. Non so di non sapere, così come non so di non vedere. Nella mia retina esiste un punto cieco che dovrebbe farmi vedere buio, eppure il mio cervello mi rende un’immagine completa, costruita in modo coerente rispetto a ciò che vede. Allo stesso modo, quando racconto la mia storia le ipotesi si alternano ai fatti, protagonisti e comparse si mescolano in una giostra che, quando torno a raccontare quella storia, non si presenta mai uguale a prima.

Per questo è necessario tenere presente che ogni cosa detta è detta da qualcuno (Maturana e Varela). 

Le regole e le istruzioni, in parte derivanti dal contesto educativo ma anche e soprattutto da come siamo fatti, definiscono l’ambiente e lo creano attraverso la comunicazione, strumento che lega l’individuo agli altri, definisce la realtà e, attraverso il linguaggio, la crea.

Con il linguaggio possiamo ordinare ed eseguire l’ordine dato, riferire un avvenimento e fare congetture, inventare una storia e leggerla, fare una battuta e raccontarla, cantare, chiedere, ringraziare, imprecare.

Esiste una grande quantità di parole alle quali ognuno assegna un significato personale ed il linguaggio figurato, metaforico, che spesso ritroviamo anche nei sogni, utilizzato dall’ipnosi costruttivista, consente di comunicare in modo efficacemente vago.

E’ la traduzione che io faccio del messaggio ricevuto, a renderlo interessante.

Occorre adattare il mondo, ossia la visione che lo crea, a quello che siamo, poiché possiamo mescolare le carte e costruire un nuovo gioco.

 

L’inconscio costruttivista