ANTICHI RIMEDI PER MALI MODERNI

Il vizio del gioco

 

In una fase storica in cui è diventato necessario occuparsi del pratico, più che a generici mal di vivere, nella classifica aggiornata di richieste riguardanti l’efficacia dell’ipnosi sta balzando ai vertici la dipendenza da gioco.

Sono contatti spesso anonimi, caratterizzati da due elementi mai notati prima: vergogna latente e malcelato senso di disperazione.

C’è chi chiede informazioni e di quelle si accontenta (o non si accontenta e si rivolge altrove) ma c’è anche chi, senza troppi preamboli, ci prova.

La cosa interessante è che spesso funziona!

Ovviamente vale sempre la necessità di materia con la quale lavorare, ovvero una qualità di pensiero che, riorganizzandosi, possa originare nuove e più funzionali convinzioni.

Sono loro che giustificano il nostro comportamento e la loro modificazione può avvenire nel tempo di una seduta d’ipnosi.

Chiunque abbia provato a rinunciare ai propri piccoli vizi sa che i buoni propositi, anche se sostenuti da inconfutabili teorie, non sono sufficienti a farci rinunciare alla sigaretta o alla carbonara.

Serve qualcosa di più: la consapevolezza di nuovi valori che renda spontaneo un comportamento diverso.

Il vizio del gioco è spesso totalizzante, compromette interi sistemi relazionali ed è soprattutto in una nuova considerazione di questi che il cambiamento avviene.

Per affrontare una situazione che coinvolge tutto è necessario un punto di vista che sappia guardare ogni cosa e che lo faccia in maniera esperienziale. Altrimenti sarebbe ancora solo teoria.

Lo strumento è l’ipnosi impropriamente detta regressiva, che mette la persona nella condizione di ritrovarsi catapultata in una storia inedita e spesso inaspettata, nella quale le metafore, sotto forma di relazioni, scelte, azioni a volte anche violente, scuotono le radici dei sentimenti.

Il ritorno dalla trance porterà con sé nuove e potenti consapevolezze che sapranno motivare al cambiamento. 

 

ipnosi regressiva