Che sia oroscopo, cartomanzia, medianità, chiromanzia o i più fashion tarocchi di Marsiglia, l’interesse a conoscere in anticipo il proprio futuro fa quasi pensare che la soluzione ai nostri problemi sia solo questione di tempo: presto o tardi incontreremo l’amore della nostra vita, riceveremo irrinunciabili proposte lavorative e speriamo che la salute ci assista. 

Al di là delle riduttive macro aree citate, perché abbiamo fiducia che qualcuno sappia leggere in noi i segnali di ciò che faremo?

Ipotizzando la buona fede dei cosiddetti sensitivi, escludendo che esista un destino preordinato e lasciando in sospeso i dubbi sull’affidabilità del libero arbitrio, in base a che cosa riteniamo che sia possibile fare previsioni?

Nella moltitudine degli eventi, prestiamo attenzione a ciò che in qualche modo favorisce oppure ostacola i nostri obiettivi ed è fuorviante pensare che soltanto alcune volte nella vita capiti di trovarsi ad un bivio: ogni nostra azione produce intersezioni o divergenze ma di solito ci accorgiamo solo di quelle che corrispondono alle nostre… previsioni. 

A questo si aggiunga che, oltre a ciò che riguarda direttamente la nostra persona, siamo coinvolti  anche negli eventi che interessano tutti i componenti degli ambienti che frequentiamo e che la tempestività giochi un ruolo determinante. 

Gli incontri e le opportunità richiedono attenzione e la fortuna bisogna andarsela a cercare. 

Le previsioni, che lo vogliamo o no, influenzano le nostre spiegazioni e spesso anche le decisioni. 

Abbiamo un’idea, un sogno, un progetto da realizzare? 

Teniamoli bene a mente ed è probabile che sapremo individuare l’occasione giusta, tra le tante che incontreremo. 

Se la nostra conoscenza ci permette di seguire una logica che dia spiegazione del passato, viene spontaneo credere di poter conoscere il futuro ed è proprio questa presunzione la causa di rinunce o clamorose delusioni.  

Però possiamo sfruttare l’abilità della nostra mente di spostarsi nel tempo e nello spazio (abitudine che rende difficile l’assaporamento del presente) per immaginarci in un ipotetico futuro, a risultato raggiunto, a problema risolto, nel sogno realizzato ed ascoltarne le sensazioni, comprenderne l’autenticità, esaminare scelte, alleanze e strategie.

Per poi tornare indietro poco a poco, ripercorrere i passi, scoprire il tracciato e comprenderne il senso, poiché l’uomo è disposto ad accettare qualsiasi fatica o privazione, a patto che riesca a darle un senso.